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AI in azienda: competenze, regole d’uso e formazione

14 ott
Tempo di lettura: 2 min

L’intelligenza artificiale è sempre più presente nei processi delle aziende di tutti i settori e, se utilizzata in modo consapevole, può rappresentare un concreto vantaggio competitivo in termini di efficienza, qualità e capacità di innovazione. Per coglierne pienamente le opportunità, è però necessario sviluppare competenze adeguate e definire modalità di utilizzo responsabili. In questo contesto, l’AI Act richiede a provider (fornitori) e deployer (utilizzatori) di adottare misure a sostegno dello sviluppo dell’“AI literacy” del personale. Per le imprese significa soprattutto organizzare l’uso di questi strumenti in modo consapevole e proporzionato ai ruoli e al contesto d’uso.


Dati ISTAT 2025: il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza l’AI (quota triplicata rispetto al 2023); 15,7% delle PMI e 53,1% delle grandi imprese. Chi ha rinunciato a investire indica come primo ostacolo la mancanza di competenze (58,6%).

Cosa richiede oggi l’AI Act

L’articolo 4 dell’AI Act (Reg. UE 2024/1689), come modificato dal Digital Omnibus AI (Reg. UE 2026/1744), prevede che provider e deployer adottino misure per sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale del personale e delle altre persone che utilizzano sistemi di AI per loro conto, tenendo conto di conoscenze, esperienza, formazione e contesto d’uso.

L’approccio è quindi sostanziale e proporzionato: chi utilizza l’AI dovrebbe comprenderne potenzialità e limiti, i rischi connessi ai dati e agli output e le regole interne applicabili. La Commissione europea chiarisce che non esiste un formato unico né una formazione obbligatoria standard; possono essere adottate iniziative diverse, purché coerenti con i destinatari e con gli strumenti effettivamente utilizzati.

La formazione è parte di un percorso più ampio, che non richiede da subito un impianto complesso: è sufficiente partire dai casi d’uso effettivi, definendo regole e responsabilità chiare, e mantenendo un adeguato controllo umano sugli output, per poi aggiornare il percorso man mano che strumenti e processi evolvono.


Quattro passi per partire in modo ordinato

01 Mappare gli strumenti di AI già in uso e i processi in cui vengono impiegati.

02 Verificare per ciascuno strumento condizioni d’uso, gestione dei dati e impostazioni di sicurezza, privilegiando soluzioni aziendali coerenti con le informazioni trattate.

03 Definire regole d’uso e responsabilità: attività consentite, dati utilizzabili, verifiche umane e soggetti responsabili.

04 Programmare iniziative di AI literacy e formazione per ruolo, partendo dai casi d’uso effettivi.


Formazione: verificare le opportunità di finanziamento
Per le imprese aderenti a uno dei Fondi interprofessionali (alimentati dal contributo integrativo dello 0,30% versato dai datori di lavoro all’INPS), i percorsi sull’AI rientrano perfettamente tra gli interventi di formazione continua finanziabili. Modalità di accesso, disponibilità delle risorse e tempistiche variano da Fondo a Fondo: lo Studio è a disposizione per verificare l’adesione dell’impresa a un Fondo interprofessionale e individuare i percorsi formativi concretamente attivabili.

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